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LA DURA GIORNATA DI CHI ERA IN SERVIZIO A ROMA IL 15 OTTOBRE 2011: I RISULTATI DELLA RICERCA!
di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS
I risultati del questionario che ha dato voce allo stress degli Operatori delle Forze dell'Ordine e del Soccorso e dei Volontari!
A I G E S F O S ringrazia - tutti coloro che hanno partecipato alla ricerca compilando il questionario proposto precisando che, qualora interessati ad approfondire qualche aspetto che non fosse rappresentato nel report sintetico dei risultati, possono inviare un messaggio all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; - il prof. Luca Pietrantoni della Facoltà di Psicologia dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna; - e la dott.sa Alice Papi che si è dedicata con grande impegno e professionalità all’analisi statistica dei dati.
di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS
Questa particolare forma di stress è innescata da eventi cosiddetti “critici”, in quanto in grado di sconvolgere le capacità di adattamento dell’individuo che pertanto sperimenta un profondo sentimento di vulnerabilità ed una devastante sensazione di perdita di controllo sulla realtà.
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di Fabrizio Ciprani, Socio fondatore di AIGESFOS, Specialista in Medicina Legale e Medicina del Lavoro
Le malattie cardiovascolari, ed in particolare l’ipertensione arteriosa e la cardiopatia ischemica, sono tra le infermità per le quali più frequentemente gli operatori di polizia inoltrano la domanda per la dipendenza da causa di servizio. Nella maggior parte dei casi (circa il 90%) non è facile stabilire con certezza le reali cause all'origine della patologia ipertensiva. Sono noti alcuni fattori predisponenti, che nel loro insieme, favoriscono la comparsa della malattia, di seguito riportati: –– aumentato tono del sistema nervoso simpatico –– diminuita capacità del rene ad eliminare sodio –– fattori genetici –– fattori alimentari –– condizioni di stress sociale –– sedentarietà –– invecchiamento.
di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS
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di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS
di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS
“Le persone pagano un prezzo molto alto per fare da guardiani ai propri fratelli e sorelle” (Cristina Maslach)
Pensiamo ad esempio a medici, vigili del fuoco, operatori di polizia, insegnanti assistenti sociali, operatori della salute mentale, ecc. Il seguente contributo si focalizzerà sui rischi psicologico-relazionali evidenziando l’alto prezzo che può essere “pagato” dagli operatori delle Forze dell’Ordine e del Soccorso e le strategie di supporto che possono essere impiegate per affrontarli e ridurli
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Nel mettere qui a disposizione di tutti i soggetti interessati la sintesi dei risultati della ricerca finalizzata a comprendere come si sono sentiti e che cosa hanno provato o provano ancora gli Operatori delle Forze dell'Ordine, della Polizia Roma Capitale, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, della CRI e del 118, oltre che i Volontari della Protezione Civile e del Soccorso, in servizio durante l'impegnativa giornata della manifestazione "degli indignati" a Roma, lo scorso 15 ottobre 2011,

Gli scenari in cui attualmente si declina qualsiasi attività lavorativa, pubblica e privata, sono caratterizzati da una congiuntura economica mondiale sfavorevole, dall’utilizzo massiccio di tecnologie specie di natura informatica, dall’aumento della competizione in ambito interno ed internazionale, dall’incertezza e dall’estremo dinamismo dei mercati, dalle fluttuazioni demografiche connesse all’immigrazione legale e clandestina nei paesi occidentali di ampie fasce di popolazione provenienti dai paesi più poveri. Tutto ciò si traduce nella concreta realtà lavorativa in subentranti innovazioni nella progettazione, nell’organizzazione e gestione del lavoro, aggravio nel carico e nel ritmo del lavoro, diminuzione fino a perdita di molte tutele sociali, elevate pressioni emotive, precarietà del lavoro e maggiori difficoltà a conciliare le esigenze lavorative con quelle della vita privata.
Si potrebbe pensare che coloro che svolgono l’attività di operatore dell’emergenza: vigili del fuoco, forze dell’ordine, operatori del 118, volontari del soccorso ecc. sviluppino automaticamente abitudine all’impatto con le situazioni drammatiche in cui sono chiamati ad intervenire.
Nelle professioni di aiuto, oltre alle competenze tecniche, è richiesto un rapporto emotivo con le persone, fattore che risulta centrale nello svolgimento dell’attività lavorativa. In questa tipologia di professioni la pressione emozionale derivante dallo stretto contatto con la gente è una componente costante dell’attività lavorativa quotidiana.