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SI PUÒ DARE DI PIÙ: AIUTANDOSI E AIUTANDOCI!

L’Automutuoaiuto nelle Forze dell’Ordine e del Soccorso

 

di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS

 

L’AutoMutuoAiuto(AMA) è un filosofia di gestione attiva dei problemi e dei bisogni fondamentali delle persone che attraversano un momento di crisi nella loro vita: malattie proprie o di congiunti stretti, separazioni, eventi psicotraumatici, lutti, disturbi dell’umore, problemi affettivi, importanti problemi lavorativi, gravi tensioni relazionali...

In un Gruppo di automutuoaiuto, condividere questi momenti con altre persone che hanno già attraversato o stanno attraversando simili esperienze, permette di uscire dalla condizione di solitudine che spesso si accompagna ed aggrava tali difficoltà, riconoscere di non essere gli unici a vivere simili esperienze dolorose, ricevere supporto emotivo ed essere aiutati a trovare soluzioni personali per confrontarsi meglio con i problemi da gestire ed i bisogni da soddisfare.

Scambiarsi esperienze e sentimenti in questi Gruppi ha un valore assoluto: al loro interno non esiste chi offre aiuto e chi lo riceve, ma è solo lo scambio alla pari che permette di trovare insieme la propria via d’uscita.

 

Le esperienze, anche dolorose, e le emozioni di ciascuno sono una risorsa per tutti, ed il Gruppo stimola ognuno a riconoscersi come risorsa per sé e per gli altri.

 

I Gruppi di AutoMutuoAiuto(GAMA) incentivano un atteggiamento positivo ed attivo verso le difficoltà da affrontare, sottolineando le risorse e le potenzialità degli individui piuttosto che le loro debolezze e  vulnerabilità, aiutandoli a vivere il tempo come una risorsa da impiegare vantaggiosamente per superare le difficoltà del presente e del passato, e porsi con atteggiamento attivo e responsabile di fronte alle sfide dell’esistenza.

 

Ogni GAMA si costituisce intorno ad uno specifico problema o bisogno condiviso dai partecipanti, che rappresenta la “stella polare” che guida lo sviluppo del gruppo.

 

Esistono GAMA completamente autogestiti e GAMA al cui interno è prevista la presenza di una figura che, almeno in alcune fasi della vita del Gruppo, ne aiuta il percorso: il facilitatore. Questo termine indica la persona che si mette a disposizione del Gruppo e contribuisce attraverso le sue capacità personali e/o professionali, a facilitarne il buon funzionamento. Numerose sono le espressioni alternative con cui è denominato, tutte sottolineano le caratteristiche e le funzioni che ricopre: operatore, helper, catalizzatore, servitore. Il suo ruolo all’interno del Gruppo è attivo, ma non direttivo: come un regista teatrale il cui compito è solo quello di assicurare le condizioni per cui gli attori possano interpretare al meglio la propria parte in un copione non scritto.

 

Gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e del Soccorso vivono all’interno di culture organizzative improntate alla riservatezza, quando non addirittura alla diffidenza verso persone esterne alle loro Istituzioni, alla repressione della manifestazione delle emozioni, spesso anche al cospetto dei colleghi e dei familiari, alla credenza che solo loro “pari” possano capire fino in fondo i problemi che essi vivono sul lavoro o che si determinano nell’interfaccia tra vita pubblica e privata, il cui confine, nell’ambito delle loro realtà professionali, si embrica così tanto da impedire spesso una più salutare separazione tra vita personale e ruolo sociale.

 

Questa premessa rende ragione della tendenza che si registra in tali organizzazioni alla nascita di GAMA “interni”, in cui i membri sono “pari due volte”: in quanto condividono lo stesso problema o bisogno, ed inoltre appartengono allo stesso ambiente e cultura organizzativi.

 

In particolare alcune esperienze problematiche sono così tipiche di questi operatori che sarebbe estremamente difficile trovare piena condivisione nell’ambito di GAMA già attivi nel contesto sociale generale. Esempi di queste situazioni sono: reagire agli effetti stressanti prodotti da un evento psicotraumatico di servizio (interventi operativi in scenari particolarmente cruenti, operazioni di soccorso in caso di gravi calamità, confrontarsi con la grave vittimizzazione di minori o soggetti particolarmente vulnerabili, esperienza di imminente pericolo di vita per la propria o altrui persona, ecc.); affrontare la consapevolezza di aver perso il controllo dell’assunzione di alcol e la necessità di recuperarlo; confrontarsi con le disastrose e durature conseguenze di una “ingiusta” incriminazione; gestire la crisi determinata dal distacco dall’ambiente lavorativo, così particolare e “totalizzante” come quello degli operatori dell’emergenza, che il pensionamento più o meno precoce comporta per molti di essi; vivere lo stress del ritorno alla normalità per operatori lungamente impiegati sottocopertura in ambienti criminali, consapevolizzare ed affrontare la deriva emozionale che il cinismo professionale può aver causato nelle relazioni intime, superare l’astinenza da iperattivazione adrenalinica indotta da una vita passata in “trincea”, nel momento in cui si viene collocati in una “retrovia”, ecc..

 

Uno dei problemi su cui si dibatte all’interno del mondo dell’ automutuoaiuto è la possibilità di aprire il Gruppo a facilitatori che non condividono il problema comune agli altri partecipanti. Nell’ambito delle Forze di Polizia e del Soccorso se ne pone almeno un secondo: se il facilitatore debba condividere o meno l’appartenenza all’organizzazione di cui fanno parte gli altri membri del Gruppo.

In Italia, nell’ambito delle Forze dell’Ordine e del Soccorso, non si è ancora diffusa una cultura dell’automutuoaiuto, sebbene si registri un forte bisogno di forme di aiuto extraprofessionale (non medicalizzato, né psicologizzato) e di condivisione supportiva di situazioni problematiche relative all’ambiente lavorativo che, anche alla luce dell’attuale situazione congiunturale caratterizzata dalla scarsità di risorse economiche e dalle relative carenze organizzative, diventano sempre più pressanti e logoranti.

 

L’Associazione AIGESFOS, che ha tra i suoi scopi statutari la diffusione della cultura e della prassi dell’auto-mutuo-aiuto nell’ambito delle Forze dell’Ordine e del Soccorso, ritiene che promuovere la nascita di GAMA “interni” possa concretamente rispondere ai bisogni maggiormente sentiti da questi Operatori.

Pertanto ha ritenuto di dover effettuare una Ricerca mirata, proponendo loro uno specifico Questionario per raccogliere preziose informazioni utili allo scopo.

 

Ti saremmo grati se anche tu volessi contribuire alla nostra iniziativa rispondendo al Questionario che abbiamo predisposto, e a cui potrai accedere cliccando sul seguente link: http://www.aigesfos.it/home/ricerca-sullauto-mutuo-aiuto-nelle-forze-dellordine-e-del-soccorso

 

Grazie per la collaborazione!

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