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LA DURA GIORNATA DI CHI ERA IN SERVIZIO A ROMA IL 15 OTTOBRE 2011: I RISULTATI DELLA RICERCA!

 

di Luigi Lucchetti, presidente AIGESFOS e Felix B. Lecce, vice presidente AIGESFOS

 

I risultati del questionario che ha dato voce allo stress degli Operatori delle Forze dell'Ordine e del Soccorso e dei Volontari!

 

Nel mettere qui a disposizione di tutti i soggetti interessati la sintesi dei risultati della ricerca finalizzata  a comprendere come si sono sentiti e che cosa hanno provato o provano ancora gli Operatori delle Forze dell'Ordine, della Polizia Roma Capitale, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, della CRI e del 118, oltre che i Volontari della Protezione Civile e del Soccorso, in servizio durante l'impegnativa giornata della manifestazione "degli indignati" a Roma, lo scorso 15 ottobre 2011,

 

A I G E S F O S

ringrazia


- tutti coloro che hanno partecipato alla ricerca compilando il questionario proposto precisando che, qualora interessati ad approfondire qualche aspetto che non fosse rappresentato nel report sintetico dei risultati, possono inviare un messaggio all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

- il prof. Luca Pietrantoni della Facoltà di Psicologia dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna;

- e la dott.sa Alice Papi che si è dedicata con grande impegno e professionalità all’analisi statistica dei dati.


I risultati della rilevazione in forma analitica saranno comunicati alle Organizzazioni ed Istituzioni interessate a migliorare la conoscenza e la gestione dello stress servizio-correlato a beneficio di chi opera nell'ambito delle Forze dell'Ordine e del Soccorso Pubblico, e dei Volontari della Protezione Civile e del Soccorso.

 

I RISULTATI DELLA RICERCA

I Questionari risultati validi sono stati il 65 % di quelli compilati, in quanto i restanti sono stati riempiti solo parzialmente.

 

La stragrande maggioranza dei soggetti che hanno partecipato alla ricerca sono operatori delle Forze dell’Ordine, di sesso maschile, il 60 % circa dei quali di stanza a Roma, mentre la restante parte proveniva da altre città d’Italia. L’età media degli operatori è di circa 40 anni e l’anzianità media di servizio è di circa 20 anni. I 2/3 di essi sono in servizio in Reparti preposti specificamente all’Ordine Pubblico.

 

Il 77 % di essi si sentiva professionalmente ben preparato ad affrontare quello specifico servizio.

 

Il 90% aveva già svolto servizi simili e più della metà, aveva effettuato tale tipologia di servizio tra le 2 e le 10 volte.

 

Prima della manifestazione, il 42% aveva la percezione che si trattasse di un evento a rischio di vita, il 36% che si trattasse di un evento a rischio di danni materiali e fisici, il 16% che si trattasse di una manifestazione di grandi proporzioni, il 6% che si trattasse di una manifestazione ordinaria.

 

Oltre l’85% dei partecipanti ha svolto servizio per oltre 8 ore, e il 78% è stato impegnato per oltre un’ora nelle zone in cui sono avvenuti gli incidenti.

 

Durante il servizio, il 58% dei partecipanti ha percepito il rischio effettivo di poter rimanere uccisi.

 

Il 70% dei soggetti ha riportato dal servizio danni fisici: il 36% irritazioni agli occhi e/o alle vie respiratorie e il 30% lesioni di tipo traumatico di varia gravità.

 

Le risorse risultate più utili durante lo svolgimento del servizio sono state: l’affiatamento con i colleghi(43,5%), le esperienze professionali precedenti(20,3%), l’autocontrollo(15,9%) e l’addestramento ricevuto(7,2%).

 

Le risorse per cui si sente la necessità di un potenziamento sono: l’equipaggiamento, le attrezzature e i mezzi a disposizione.

 

L’esperienza vissuta dagli operatori è risultata molto stressante. Nella scala proposta, che andava  da 1 (per niente stressante) a 10 (molto stressante), oltre il 50% dei soggetti ha indicato il valore di 9 o 10.

 

Durante lo svolgimento del servizio la tensione accumulata si è in particolare manifestata con sintomi a carico dell’apparato cardio-respiratorio (affanno, respiro corto, fame di aria, palpitazioni, ecc.).

 

Il 40% circa degli intervistati ha partecipato ad un debriefing tecnico al termine del servizio.

 

Dopo quell’esperienza il 60% dei soggetti sente il bisogno di incontrarsi con i colleghi per condividere le esperienze vissute allo scopo di liberarsi del peso delle emozioni negative.

 

Il bisogno di condividere le emozioni vissute durante il servizio si è rivolto in particolar modo verso: colleghi(71%); familiari(19%) e amici(9%).

 

Gli effetti negativi maggiormente registrati dopo l’evento sono stati: l’irritabilità, la difficoltà di concentrazione, l’ipervigilanza, la ricorrenza intrusiva di ricordi associata a persistente polarizzazione emotiva.

 

Oltre la metà dei partecipanti alla ricerca, dopo il servizio il 15/10/2011 a Roma, si sente  professionalmente più competente.

 

I dati ricavati dal questionario anonimo on-line, i cui limiti, insiti nella tipologia di raccolta delle informazioni, devono essere tenuti comunque nella giusta considerazione, evidenziano che:

1) la maggior parte degli operatori, in quanto appartenenti a Reparti specificamente preposti all’Ordine Pubblico e “veterani”, si sentivano ben preparati ad affrontare l’evento;

2)  La percezione del rischio è risultata quindi sostanzialmente realistica rispetto allo sviluppo degli eventi.

3)  La maggior parte è stata impegnata a lungo nelle zone degli scontri e pertanto l’esperienza è stata vissuta in modo molto stressante, tanto che una buona parte di essi ha percepito di correre gravi rischi per la propria incolumità;

4) La risorsa che si è rivelata più preziosa è stato l’affiatamento con i colleghi che certamente risente favorevolmente della tipologia di addestramento e di impiego tipica dei Reparti preposti all’Ordine Pubblico, anche se tale elemento, probabilmente percepito soltanto sotto lo stretto profilo tecnico-operativo, è stato poco enfatizzato;

5) La discreta percentuale di soggetti che hanno manifestato a livello corporeo la tensione emotiva, nonostante si trattasse in gran parte di “veterani”, suggerisce la prospettiva di integrare la loro preparazione con specifiche tecniche di rilassamento;

6) La ricerca evidenzia come il debriefing tecnico, anche nell’ambito di una manifestazione di tale complessità, sia ancora una procedura non routinaria, di cui è auspicabile l’introduzione sistematica;

7) Gli effetti emotivi post-evento più frequentemente evidenziati sono stati l’irritabilità, la difficoltà di concentrazione, l’ipervigilanza, la ricorrenza intrusiva di ricordi associata a persistente polarizzazione emotiva, i quali denotano l’insorgenza di uno spettro sintomatologico fisiologicamente conseguente alla tipologia di esposizione;

8) La ricerca conferma come gli operatori avvertano e soddisfino spontaneamente il bisogno di condividere le emozioni vissute, in particolar modo parlandone con i colleghi; i 2/3 di essi sentono la necessità di coinvolgersi in un debriefing psicologico, esigenza che apre la prospettiva di implementare tale procedura almeno dopo eventi di particolar impegno emozionale, al fine di rendere più agevole il ritorno alla normalità;

9) L’esperienza vissuta, per oltre la metà dei partecipanti, ha inciso positivamente sull’autoconsiderazione professionale, rinforzando il proprio senso di competenza.

 

 


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